Il nostro percorso musicale si inerpica tra le innovazioni e sperimentazioni del XX secolo. Prima di lanciarvi nell’avventura, vorrei darvi un paio di indicazioni sulle opere scelte.

Schönberg

In quest’opera il compositore ha sperimentato a pieno, e per la prima volta, lo Sprechgesang (il canto parlato) una tecnica che ha preso piede proprio con Schönberg e che ha raggiunto il suo apice nel Pierrot Lunaire, la definizione data dal compositore è:

L’esecutore […] si renda cosciente della differenza tra suono cantato e suono parlato: il suono cantato conserva immutata la sua altezza, mentre il suono parlato dà sì l’altezza della nota, ma la abbandona subito, scendendo o salendo. […] Non si desidera affatto un parlare realistico-naturalistico. Al contrario, deve essere ben chiara la differenza tra il parlare comune ed un parlato che operi in una forma musicale.

La trama del Pierrot Lunaire: Il protagonista, il poeta virtuoso Pierrot, eroe malinconico e triste, si destreggia poeticamente esprimendo sé stesso e il suo ambiguo carattere. L’immagine romantica è deformata in smorfie e proiettata in immagini ora grottesche ora allucinate: canta alla luna che lo ispira, vive l’angoscia più profonda, si immagina assassino, ed infine dopo tormenti e attimi di puro cinismo, torna alla sua patria, Bergamo, invocando nell’ultimo brano «l’antico profumo dei tempi delle fiabe».

Harris

Rispetto a Schönberg, Harris propone una musica meno sperimentale e più legato alla tonalità.